Categoria: News Data pubblicazione Scritto da MEDIA24

L'Accademia di Platone, in collaborazione con lo studio produzioni Mondial Video e l'emittente Tele Jonio, propone un mini ciclo di documentari ideati e condotti dal giornalista Francesco Pungitore, dedicati al mondo degli “archeomisteri” calabresi. La prima serie di “Alpha – Mondi perduti” prevede, a partire dal mese di giugno 2012, la messa in onda di quattro puntate dedicate ad aspetti molto particolari della storia più antica:
• si parte con i megaliti di Nardodipace, manufatti giganteschi sepolti per secoli tra i boschi delle Serre. Forse una enigmatica eredità del Neolitico;
• visiteremo la grotta del Romito di Papasidero, incontrando il lascito più importante di quei luoghi: la rappresentazione su pietra del bos primigenius;
• infine viaggeremo nel tempo toccando la più recente storia della Magna Graecia. Faremo tappa, dapprima, a Scolacium e poi ci sposteremo più a sud, alla ricerca del Fiume Sagra,
teatro di una epica battaglia tra due superpotenze calabresi dell'epoca, Locri e Crotone.
Un viaggio appassionante, dunque, lungo tutte le province calabresi, per riscoprire una storia forse poco nota al grande pubblico ma sicuramente molto ricca di spunti di interesse.
Nardodipace ne è l'emblema: è un comune di 1.400 abitanti circa, in provincia di Vibo Valentia. E' adagiato sui rilievi delle Serre calabresi e, nel punto più alto, sfiora i 1.400 metri sul livello del mare. Il suo archeomistero si trova ad un chilometro dal centro abitato. Qui tra le località Sambuco e Ladi, circa 10 anni fa, un incendio ha casualmente fatto emergere una scoperta straordinaria, che potrebbe mettere a soqquadro il mondo dell'archeologia tradizionale. Nel bosco sono apparse in tutta evidenza imponenti costruzioni megalitiche, triliti, pilastri, architravi e dolmen di granito massiccio, blocchi pesanti oltre 200 tonnellate posizionati qui da una misteriosa mano umana oltre 5mila anni fa, in pieno Neolitico. Qual è, dunque, l'ipotesi che si nasconde dietro il rinvenimento archeologico di Nardodipace? Il posizionamento dei blocchi copre un'area che va dai 20 ai 60 kilometri quadrati. Risultano coinvolti i territori comunali di Nardodipace, Serra S. Bruno, Stilo e i rilievi di Monte Pecoraro e Pietra del Caricatore. Queste ciclopiche strutture megalitiche, formate da duri e resistenti blocchi granitici, compongono dei disegni geometrici ben precisi sul terreno. Non sono, dunque, ruderi di cinte murarie difensive. Non sono resti di abitazioni fortificate. L'ipotesi più forte e concreta è che si tratti, invece, di imponenti templi di pietra costruiti con precise funzioni sacrali e sepolcrali, secondo allineamenti astronomici ancora da decifrare... Ma quale civiltà del Neolitico poteva, dunque, avere un così alto grado di sviluppo da costruire manufatti così imponenti in Calabria? Non stiamo forse parlando della stessa civiltà, evoluta ma pressoché misteriosa, che, in quello stesso periodo, disseminò nell'Europa intera megaliti simili, dalla Bretagna all'isola di Malta?
Ultima modifica il Giovedì, 10 Maggio 2012 10:36
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L'Accademia di Platone ha partecipato con il presidente Francesco Pungitore alla sottoscrizione del “patto etico” per sensibilizzare l'opinione pubblica contro il fenomeno dilagante dei giochi d'azzardo e delle scommesse e gli inevitabili rischi connessi in termini economici e socio-sanitari. L'accordo è stato sottoscritto sabato pomeriggio (21 aprile) a Soverato, presso la sala convegni di Villa Ersilia, un motivato gruppo di imprenditori, professionisti e politici calabresi che si impegneranno personalmente, ognuno negli ambiti di propria competenza, al fine di avviare azioni concrete in ambito mediatico e culturale.